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Giovanni Armonio de’ Crocicchieri
Nacque probabilmente a Tagliacozzo, oppure a Celano, tra il 1475 e il 1480. La sua provenienza marsicana, oltre che dal soprannome di Harmodius Marsus, e dimostrata anche da M. A. Sabellico che lo definisce ”accola piscosi Fucini”. Non si hanno notizie della sua giovinezza e di quando si sia trasferito a Venezia dove entro a far parte dell’Ordine dei Crociferi. E comunque certo, che gia nel 1500 viveva nel capoluogo veneto in quanto Pietro Bembo, scrivendo ad A. Gabrieli per invitarlo nella sua villa padovana, aggiungeva ”sed vellem etiam Harmonium poetam. L’Armonio fu socio dell’Accademia musicale di Venezia e nel 1516 divenne organista della Cappella di S. Marco. IL suo stipendio, all’inizio di 60 ducati l’anno, con decreto del 15 luglio 1530 fu elevato ad 80 che aggiunti alle gratificazioni delle feste più importanti come Pasqua e Natale (20 ducati ciascuna), portavano la somma a 120 ducati annui, abbastanza importante per quell’epoca.
 
Pur ricoprendo un posto musicalmente prestigioso, contemporaneamente collaborando con Pietro De Fossis, Adriano Willaert e Cipriarno de Rore, al momento dell’Armonio non si e rintracciata alcuna sua composizione il che farebbe ipotizzare che come compositore non ebbe molto credito pur ricoprendo l’incarico marciano per ben trentasei anni, fino al 22 novembre 1552, quando venne sostituito da Annibale Padovano e beneficiato di un vitalizio di 70 ducati annui. Certamente e stato molto più importante per la sua produzione letteraria. Con ogni probabilità e da identificarsi con l’autore dei versi pubblicati nelle Rime diverse di molti eccellentissimi autori (Venezia 1548). Compose anche una poesia latina, musicata e cantata sempre a Venezia dal De Fossis, eseguite durante il ricevimento in onore della regina Anna d’Ungheria e successivamente inserita nel Libellus hospitalis munificentiae Venetorium in excipienda Anna regina Hungariae, Venetiis 1502 di A. Gabrieli. La sua opera più importante, pero, e la commedia Stepahniurn, rappresentata dallo stesso Armonio nel chiostro dei frati carmelitani di S. Stefano: loannis Harmonie’ Mar/si comoedia Stepha/nivm vrbis Vene/tae genio p/blice reci/tata”. Questa commedia e divisa in cinque atti, ”in metro senario giambico, situazioni e intrecci del teatro palatino”, e ricca di aspetti di intelligente ironia e di elementare comicità che probabilmente riflettevano la vita ed il carattere dell’Armonio.
 
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